Il presente policy paper analizza la trasformazione della Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT) da cooperativa tecnica per la messaggistica interbancaria, costituita nel 1973 al fine di garantire un servizio politicamente neutro, in uno degli strumenti coercitivi più efficaci della politica estera contemporanea. La ricostruzione si avvale della cornice analitica della weaponized interdependence elaborata da Farrell e Newman e individua le tre condizioni che hanno reso possibile tale conversione: la concentrazione asimmetrica dei flussi di pagamento attorno a un nodo dominante, la sovrapposizione tra governance europea e portata giurisdizionale statunitense che consente a Washington di proiettare pressione su una società belga senza modificarne l'assetto formale, e la mediazione istituzionale che traduce la posizione strutturale del nodo in coercizione effettiva. Attraverso l'esame delle principali attivazioni storiche del meccanismo, dal Terrorist Financing Tracking Program (TFTP) del 2001 alle disconnessioni iraniane del 2012 e del 2018, dall'esclusione delle banche russe del 2022 alle iniziative sanzionatorie del maggio 2026, il paper mostra come le modalità di panopticon effect e chokepoint effect operino in modo complementare e come il loro uso ripetuto stia incentivando lo sviluppo di alternative quali il Cross-border Interbank Payment System (CIPS) e Sistema peredachi finansovykh soobscheniy (SPFS). La ricostruzione conduce infine a riformulare la questione dell'autonomia strategica europea nel dominio finanziario, riconoscendone la dimensione politica accanto a quella tecnica, individuando nella riluttanza degli attori intermedi a sostenere i costi del disallineamento da Washington il principale ostacolo alla sua costruzione..
Parole chiave: SWIFT; Weaponized Interdependence; sanzioni finanziarie; infrastrutture di pagamento; autonomia strategica europea; dollar-based; relazioni transatlantiche.

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